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Birra cruda:perchénon ha senso usare questa parola
Sta conquistando gli scaffali dei beershop, le lavagne dei pub ed anche il vostro frigo: parliamo del fenomeno birra cruda. Ma siamo sicuri che esista davvero?
Oggi vi sveleremo un altro grande mistero che aleggia sopra il mondo della birra. Siete pronti?
Cosa s’intende per birra cruda?
Proprio come per la birra doppio malto, anche qui ci troviamo di fronte ad un falso mito sulla birra. Udite, udite: dire birra cruda non ha alcun senso. Vediamo bene perché.
 
Cruda o cotta?
Iniziamo dal nome. Birra cruda.
Molti di voi potranno pensare ad una bevanda antica, dal sapore primitivo. Perché la prima associazione che viene in mente è quella che la birra cruda utilizzi una materia prima diversa, non cotta (per il principio di opposizione a cruda appunto) e quindi anche più naturale. Magari vi verrà anche in mente quello si dice sempre delle verdure, ovvero che più vengono cotte più perdono i loro apporti nutrizionali. E così via…
Bene, tutte queste associazioni mentali, più o meno spontanee, sono quelle che qualche addetto marketing aveva ben in mente quando ha deciso di utilizzare l’aggettivo cruda in etichetta.
Perché sapete qual è la verità? La birra cruda non viene chiamata così per un qualche miracoloso processo di lavorazione che esclude la cottura del malto. Nessuna birra, artigianale o industriale che sia, può essere prodotta senza la fondamentale fase della cottura.
 
Cruda vs Artigianale
Ma aldilà delle percezioni individuali, per birra cruda s’intende generalmente una birra che non segue il processo di pastorizzazione al termine della sua lavorazione.
Spieghiamoci meglio. La pastorizzazione è quel processo che permette una maggiore conservazione della birra per un periodo di tempo prolungato. Questo perché abbatte tutti gli elementi vivi della birra e cioè lieviti, funghi e batteri che con il tempo alterano il gusto e le caratteristiche della birra stessa.
Va da sé che la pastorizzazione sia un processo fondamentale per le birre industriali: solo in questo modo infatti preservano il loro carattere standard.
E le artigianali? Qua veniamo al secondo motivo per il quale non ha senso parlare di birra cruda.
Secondo la legislazione italiana
si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione. Ma allora perché parlare di birre crude quando le artigianali non sono pastorizzate? Già, è quello che ci chiediamo sempre anche noi.

 
Cruda vs Artigianale – il ritorno
E poi si arriva alla microfiltrazione, altra semi definizione che viene attribuita alla birra cruda. Ma in realtà come vi abbiamo anticipato al punto precedente, la legge italiana non ha alcun dubbio a riguardo: la birra artigianale non subisce alcun processo di microfiltrazione. Ancora una volta, quindi, dire birra cruda non aggiunge alcun tipo di informazione in più rispetto all’artigianale.
Se siete curiosi di sapere cos’è la microfiltrazione, sappiate che è un processo simile alla pastorizzazione. Grazie alla microfiltrazione, infatti è possibile privare la birra dei componenti solidi come i lieviti, che con il tempo tendono ad alterare la birra.
La birra che non subisce né la pastorizzazione né la microfiltrazione, quindi, non può essere prodotta in grandi serie a livello industriale, perché non se ne può assicurare un gusto standard. La birra artigianale, infatti, può assumere un vastissimo spettro di caratteristiche organolettiche. Ecco perché è così affascinante e sorprendente!
Cosa abbiamo capito della birra cruda 
Ora vi sarà chiaro perché non ha senso parlare di birra cruda.